Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

A te, piccola donna del futuro.

Mummy ·
Cara Viola,
 
oggi hai 8 anni.
Sei mia figlia e anche la piccola persona che ha assistito ai miei cambiamenti, al mio diventare ‘grande’, quando forse avresti meritato una persona già in equilibrio, già adulta.
Ma siamo io e te, siamo noi – anzi, noi tre – e va bene così.
 
Anche se non mi capacito del tempo che è passato io ricordo molto di questi anni – anche quelli trascorsi un po’ anestetizzata, anche quelli che volevo dimenticare – e danno prospettiva tridimensionale a questo tempo fatti di prove e tentativi di essere genitore ed essere al tempo stesso donna, partner, professionista.
 
I giorni che ti sono stata accanto sono stati sempre tanti, tantissimi, prima a Roma in un mondo fatto di madri tutte più grandi e tutte un po’ aliene a me, e poi a Londra da soli, dove è più difficile trovare amici e aiuti e allora ci si unisce ancora di più. Valuto molto quei giorni, ma forse per il tuo e il mio bene avrebbero dovuto essere diluiti un po’ di più.
 
E poi ci sono i giorni che non ti sono stata accanto, perché lavoravo, perché viaggiavo, perché uscivo. E quei giorni, anche se non siamo state accanto, li valuto ancora di più, perché spero ti raccontino e ti mostrino l’esempio di cosa significhi essere una donna con molteplici possibilità: madre, ma anche altro.
 
Spero che ti diano un assaggio delle possibilità che le donne oggi possono esigere ed ottenere.
 
Spero che ti facciano capire che coccole, baci, colazioni insieme, koala che parlano, cartoni animati, pomeriggi a giocare, costruzioni improbabili che crollano ogni tre secondi perché c’è sempre quel pezzetto di Lego sbilenco, matrimoni di Barbie e tortine di acqua e farina possono convivere con tutto il resto dell’universo personale e professionale di una donna.
Perché “Pampero e Pampers” (ha ha, che cit. d’annata) non si escludono, sono solo due sfaccettature della stessa vita.
 
Spero che ti raccontino della possibilità di SCEGLIERE.
Così potrai scegliere se stare a casa a fare la mamma o se fare figli e mantenere un lavoro che ami. O non fare figli. O vivere con sei gatti e un pony. O sposare una donna.
Ma libera di SCEGLIERE senza sentirti giudicata, specialmente da te stessa e da quella società, quelle voci, che volenti o nolenti si assorbono e diventano sensi di colpa.
 
Con tutte le mie difficoltà, e imperfezioni, e crisi, io voglio essere per te l’esempio che tutto è possibile.
Che la felicità è possibile.
Quindi quello che faccio, il modo in cui vivo la mia vita, è perché ti amo, ma anche perché amo me stessa. E questo, che ci hanno insegnato a chiamare ‘egoismo’ è invece il pilastro su cui si fonda l’autostima, il rispetto per sé stessi e la libertà di scelta di ogni persona.
Devi prima amare te stessa se vuoi amare gli altri nel modo giusto.
Voglio insegnarti che è possibile non annullarsi, non raccontarsi che il sacrificio è l’unico modo per essere un genitore degno di stima.
Voglio insegnarti che esiste un mondo, il nostro, dove a nessuna donna viene detto che una volta diventata madre ‘sono finiti i giochi’. O ‘non potrà più fare carriera’. O viaggiare. O fare qualsiasi cosa le venga in mente di fare.
Mentre aspetta che il marito torni a casa dal calcetto.
Mentre a suo marito nessuno, in viaggio di lavoro, chiede ‘dove hai lasciato i tuoi figli?’ con un sorrisetto sarcastico.
 
Sono responsabile di una rappresentante della nuova generazione di donne, tu.
Vorrei che ti sentissi sempre amata, che fossi sempre gentile con tutti, che fossi consapevole e grata della fortuna che hai, ma soprattutto vorrei che ti sentissi libera di fare della tua vita esattamente la meravigliosa avventura che hai il diritto di farne.
 
Ti amo,
 
Mamma

Processed with VSCO with c2 preset

Commenti